Investire nelle criptovalute comporta un rischio maggiore rispetto a quello dei tradizionali mercati finanziari. Il motivo è legato alla loro volatilità. Ma cosa vuol dire? La volatilità si definisce come l’oscillazione del prezzo di un asset in un determinato periodo di tempo. È un parametro utilizzato per identificare l’incertezza dei mercati e il rischio correlato a un investimento.
Più è alta la volatilità, maggiori sono gli intervalli di prezzo che possono essere raggiunti, sia in fase di crescita della quotazione sia in fase negativa.
Una volatilità più bassa significa che il titolo non si muove in maniera repentina e la sua quotazione è più stabile: ciò offre la possibilità a un investitore di limitare eventuali perdite in caso di inversione del trend.
Le crypto sono per loro natura strumenti ad alta volatilità. Investire su di esse potrebbe portare a rendimenti elevati ma con rischi altrettanto significativi. Gli investitori possono però adottare delle strategie per gestire l’effetto della volatilità sulle crypto, scegliendo broker che offrono piattaforme veloci e strumenti di gestione del rischio, come Plus500.
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Plus500 permette di fare trading con i CFD sul Forex, gli indici, le materie prime, le azioni, gli ETF e le criptovalute. La leva massima consentita sulle criptovalute è 1:2.
Perché le criptovalute sono così volatili?
Chi si avvicina al mondo delle crypto deve confrontarsi con l’elevata volatilità di questi strumenti. Il motivo è legato alle loro caratteristiche.
Prima di tutto, sono strumenti che non hanno un valore reale, ma esistono solo in rete. Lo scambio non avviene attraverso un server centrale, ma decentralizzato tramite una tecnologia innovativa chiamata blockchain. Senza entrare nel tecnico, le operazioni vengono convalidate da un numero elevato di server dislocati nella rete.
Le crypto non vengono stampate come le valute fiat, ma la loro creazione avviene attraverso la soluzione di particolari algoritmi matematici. Infine, non c’è un organo centrale, come una banca o un’autorità finanziaria, che le emetta e le regolamenta.
Per comprendere la volatilità delle crypto, può essere utile alcuni esempi.
Esempi di volatilità delle crypto
I Bitcoin sono le prime valute digitali ad essere state messe in rete, ma anche quelle a più alta capitalizzazione e con il valore più elevato. Al momento della stesura di questo articolo, hanno raggiunto gli 87.000 $.
Se si osserva la storia dei Bitcoin, ci sono state nel corso di giorni, mesi e anni variazioni repentine del prezzo. La crypto è stata immessa online con un valore di 0,00099$, chiudendo il 2010 con una crescita del 10.000%, raggiungendo quota 0,30$. Nel 2017 era quotata a poco più di 20.000$, crollando nei mesi successivi del 50%.
Nel 2020 il prezzo è salito da 18.000 dollari a oltre 63.000 dollari, con una crescita del 400%, per poi dimezzarsi nell’anno successivo del 50%. Nel 2024 la quotazione ha oscillato tra i 70.000$ e i 106.000$, con un aumento della quotazione anche del 20% in un solo mese.
Non da meno è Ethereum. A fine 2020 il prezzo era di circa 587$, con una crescita in un anno del 1.100%, raggiungendo i 4.400 $, per poi crollare durante l’estate del 2021 del 50% e raggiungere un nuovo massimo storico a fine anno, a quota 4.700 dollari. Oggi Ethereum scambia a circa 2.065$, dopo aver toccato più volte i 4.000$ per tutto il corso del 2024.
Gli esempi possono essere molti, con altcoin come Dogecoin, AMP, Solana e ADA di Cardano, per citare alcune delle prime 10 crypto a più alta capitalizzazione.
Fattori che determinano la volatilità delle crypto
Oltre alle caratteristiche indicate prima, ad influenzare la volatilità delle crypto vi sono altri fattori:
- Domanda e offerta
- Mancanza di liquidità
- Mancanza di regolamentazione
- Scambio 24 ore al giorno
- Differenze di prezzo tra gli exchange
- Fattori mediatici
- Burning delle crypto
- Acquisto delle balene (whale)
Domanda e offerta
Il prezzo delle valute digitali si basa sul rapporto tra domanda e offerta, in un dato momento. A comprare e vendere valute digitali sono soprattutto gli investitori al dettaglio, ovvero i piccoli e medi trader. Questi ultimi sono spesso influenzati da diversi fattori mediatici e dal sentiment di mercato, che possono portare a una maggiore richiesta di crypto (con conseguente aumento di prezzo) o, al contrario, alla loro vendita.
Mancanza di liquidità
Un fattore collegato alla domanda e all’offerta è la liquidità. Le criptovalute sono strumenti poco liquidi, in quanto hanno valore solamente in rete. Per comprendere questo concetto, basta considerare l’elevata liquidità di un investimento azionario: in ogni momento è possibile vendere le azioni e recuperare le somme investite. Nelle crypto non avviene così, poiché è necessario trovare un altro utente disposto ad acquistarle, scambiando il proprio denaro fiat. Questo fattore le rende molto sensibili a notizie economiche che hanno un impatto maggiore sugli asset più rischiosi.
Mancanza di regolamentazione
Le criptovalute nascono come strumenti non controllati da autorità centrali, con l’obiettivo di semplificare le transazioni in rete. La mancanza di una normativa generale ha portato ogni Paese ad adottare misure proprie sulle crypto. Quindi, in caso di interventi da parte delle autorità finanziarie di grandi Stati —ad esempio, come è avvenuto con l’approvazione degli ETF da parte della FED americana — la volatilità potrebbe aumentare in modo diretto.
Scambio 24 ore al giorno
Un altro fattore da considerare è lo scambio delle crypto, che avviene 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Dunque non vi sono mai interruzioni negli scambi.
Differenza di prezzo tra gli exchange
Come già accennato non esiste un organo centrale che regoli il prezzo delle valute, come invece accade per le borse valori. Gli scambi avvengono sulle piattaforme exchange, dove domanda e offerta determinano i prezzi.
La quotazione può variare anche di diversi punti percentuali da una piattaforma all’altra, soprattutto in presenza di volumi elevati.
Fattori mediatici
Notizie relative su una crypto, alla regolamentazione o all’acquisto da parte di grandi investitori possono far aumentare o diminuire la volatilità. Un esempio è quello della meme coin Dogecoin, collegata a Elon Musk: è bastata la notizia di una possibile collaborazione del proprietario di Tesla nel nuovo governo Trump per generare un’ondata di acquisti su Dogecoin e un balzo del 20% del suo valore in pochi giorni.
Burning crypto
Il termine "bruciare monete" indica un processo attraverso cui la governance di una blockchain elimina dalla rete un certo numero di crypto. In alcuni aspetti, corrisponde al principio di buy-back delle azioni da parte di una società. L’obiettivo è lo stesso: ridurre il numero di monete in circolazione, aumentando così la domanda, dato che l’offerta diminuisce.
Acquisto delle balene (Whale)
Infine, l’acquisto di crypto da parte di investitori istituzionali — detti whales (balene) — può portare a un aumento della volatilità, incrementando la fiducia dei trader al dettaglio. Lo stesso vale in caso di vendita, che potrebbe generare panico e causare una chiusura improvvisa delle posizioni.
Quali sono i pro e i contro della volatilità delle crypto
La volatilità delle crypto presenta una serie di vantaggi, ma anche elevati rischi. Iniziamo dai primi.
L’aumento della volatilità implica maggiori opportunità di guadagno. Se è abbastanza elevata, dà la possibilità a un investitore di entrare e uscire da una posizione e ottenere così un guadagno.
L’aumento della volatilità può essere utile anche nel momento in cui si decide di acquistare una crypto in più fasi, applicando strategie come il dollar cost averaging, utile nei sistemi con PAC in crypto. Nei momenti di alta volatilità al ribasso è possibile acquistare una crypto a prezzi più bassi, in modo da ottenere una media più favorevole nel momento in cui il trend si inverte.
Rischi della volatilità
I rischi sono direttamente proporzionali alla volatilità. Quindi, più è alta, maggiore è la possibilità che il prezzo di un asset criptografico cambi direzione e inverta l’andamento del trend, con la conseguenza di perdere tutto o parte del capitale.
Inoltre, quando c’è un’elevata volatilità non è facile individuare eventuali supporti e resistenze, fondamentali per stabilire il momento più adatto per acquistare o vendere l’asset in proprio possesso.
Come investire sulla volatilità
Una strategia per investire con la volatilità alta è quella di utilizzare il trading CFD. Per farlo, è necessario registrarsi presso un broker CFD come Plus500. I Contract for Difference (CFD) sono contratti emessi dal broker che replicano l’andamento di una crypto. Non è necessario versare l’intero valore di una valuta, ma solo l’importo relativo alla posizione del contratto che si desidera aprire.
Ad esempio, se si volesse investire in un Bitcoin, con l’acquisto reale sarebbe necessario versare l’equivalente di 87.072€ (prezzo odierno). Con il trading CFD si può investire anche solo 10€ e avere comunque una posizione su Bitcoin.
Inoltre, grazie a un broker CFD è possibile investire in qualsiasi momento. Se il trend è in crescita, si potrà aprire una posizione di acquisto (long), ottenendo un potenziale guadagno se il prezzo sale rispetto a quello di apertura del contratto. L’operazione inversa si chiama short o posizione di vendita, e si potrebbe ottenere un guadagno nel caso in cui il prezzo della crypto diminuisca rispetto a quello di acquisto.
Un altro vantaggio dei CFD è la leva finanziaria. Un broker regolamentato come Plus500 applica una leva di 1:2 sulle crypto. Ciò significa che ogni importo investito verrà raddoppiato. Quindi se si acquistano 100€ di Dogecoin si otterrà un’esposizione finanziaria pari a 200€. Tuttavia, questa caratteristica comporta anche dei rischi: è possibile perdere l’intero importo investito, pari all’esposizione data dalla leva finanziaria.
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Come misurare la volatilità
Misurare e fare delle previsioni sulla volatilità è fondamentale per valutare il momento in cui investire. In questo contesto diventa ancora più importante scegliere un broker come Plus500, che includa nel suo pacchetto una serie di indicatori e parametri per calcolare la volatilità.
Ecco alcuni indicatori che possono essere utili:
- Volatilità storica: la Historical Volatility (HV) misura le fluttuazioni delle crypto in periodi di tempo prestabiliti. Quasi sempre, quando la volatilità storica aumenta, potrebbe essere un segnale che qualcosa sta cambiando, in positivo o in negativo. Quando il valore della volatilità si abbassa, le variazioni di prezzo ritornano alla normalità.
- Volatilità implicita: la Implied Volatility (IV) indica la volatilità attesa del mercato, in base alle aspettative degli operatori. Non si basa su dati storici, ma su quelli potenziali. Si tratta quindi di previsioni ipotetiche su come potrebbe variare un prezzo in futuro.
- Indici di volatilità: la volatilità può essere misurata attraverso l’indice VIX (Volatility Index), definito anche come indice di rischio del mercato, creato dal Chicago Board Options Exchange. Questo indice misura la volatilità attesa nei 30 giorni successivi, calcolata in tempo reale sui prezzi delle opzioni call e put sull’indice S&P500. Il valore del VIX, in condizioni di volatilità normale, si colloca tra i 10 e i 25 punti. Al di sopra dei 25, il mercato è considerato più volatile. Ad esempio, durante la crisi della bolla immobiliare del 2008, l’indice VIX ha raggiunto il valore di 80.
- Bande di Bollinger: sono un indicatore tecnico utilizzato per misurare la volatilità del mercato. Si osserva la distanza tra le linee dell’indicatore: più sono distanti, maggiore è la volatilità; viceversa, quando si avvicinano, può indicare un possibile momento di rottura, con un probabile aumento della volatilità.
- Volumi di trading: la volatilità può essere collegata al volume degli scambi di acquisto e vendita. Quasi sempre i volumi aumentano durante una fase di elevata volatilità, mentre tendono a diminuire quando il mercato torna alla normalità.
Volatilità cripto: come gli investitori possono trarne vantaggio
Affrontare la volatilità delle crypto non è semplice, ma con le giuste conoscenze e una certa esperienza può portare a diversi vantaggi e ridurre i rischi. È utile comprendere come funziona la volatilità, ma anche approfondire le strategie da applicare come il trading CFD, lo scalping e gli indicatori di analisi tecnica. Tutti elementi che dovrebbero essere presenti in una piattaforma di trading.
Ad esempio, un broker come Plus500 include un conto demo con cui è possibile, sin da subito, sperimentare una strategia sulla volatilità utilizzando denaro virtuale. Inoltre, è disponibile la Plus500 Academy, in cui si trovano tutte le nozioni di base e avanzate per crescere nel trading online.
Oltre a offrire tutte le informazioni su come funziona il mercato, Plus500 offre strategie di gestione del rischio, come gli ordini condizionati. Un esempio sono gli stop loss: nel momento in cui si raggiunge un determinato prezzo in negativo, la posizione si chiuderà automaticamente. Solo così è possibile limitare le perdite e gestire il rischio legato alla volatilità delle crypto, investendo in modo consapevole.